S. MARIA IN CASALICCHIO


 

S. Maria in Casalicchio, presso Tofe di Montemonaco, fu nell' antichitÓ un Santuario di notevole richiamo religioso e meta di numerosi pellegrinaggi.

Di questa chiesa giÓ parlava Bonifacio VIII in una lettera relativa alle decime straordinarie, il 4 dicembre 1299.

In essa nei secoli di mezzo si andava a sanzionare o legalizzare giuramenti. Nella festa dell' assunta i quattro capitani del libero comune di M.Monaco dovevano condurre gli abitanti del proprio quartiere alla chiesa a pregare per conservare la Pace. Sede della Parrocchia di M.Monaco fino alla fine del VIlI secolo assunse ben presto un importanza politica economica e religiosa notevole. Fino al 1652 il parroco di S.Maria in casalicchio esercitava tutte le funzioni parrocchiali anche nella chiesa di S.Biagio (o SS. TrinitÓ) di M.Monaco insieme ad un cappellano e a degli Agostiniani, rettori della chiesa di S.Giovanni Battista.

A differenza delle chiese di S.Giorgio all'Isola e di S.Lorenzo in Vallegrascia, che furono possessi farfensi durante il Medioevo, S.Maria in Casalicchio fu sempre sottoposta alla Pieve di S.Angelo in Montespino, presso Montefortino.

Solo nel 1586 fu annessa, insieme alle altre chiese di M.Monaco, alla nuova Diocesi di Montalto Marche.

La chiesa in stile prevalentemente gotico ha subito nel corso dei secoli molti rifacimenti.

Originariamente era ad un' unica navata e nella metÓ del Quattrocento fu aggiunta la seconda navata, a sinistra, mediante l' apertura di archi acuti.

Nello stesso periodo fu innalzato sul retro della chiesa a, sinistra, il campanile con basamento quadrato che servý sopratutto per spiare le mosse del nemico e per dare l' allarme con le stesse campane.

Nonostante la "povertÓ" della facciata, l' interno della chiesa Ŕ ricco di affreschi. Nella navata di destra un tempo era ben visibile il Cristo Pantocratore immerso in una mandorla sostenuta da Angeli, contornato ai lati dalla Madre in atteggiamento orante e da S.Giovanni.

Accanto si pu˛ notare la scena della Crocifissione con gli Angeli che raccolgono in calici il Sangue di Cristo; ai lati le croci con i ladroni e i soldati con armature medioevali. Nella lunetta della parte di destra appare, anche se gravemente danneggiata da una finestrella aperta pi¨ tardi, la scena della "Dormitio Výrginis". Al di sopra di essa vi Ú l' immagine della Madonna sostenuta dal Cristo, che sale al Cielo.

Sotto in piedi vi sono i Santi Apostoli Bartolomeo e Giacomo e, pi¨ distante, S.Lucia con la candela accesa.

Nei costaloni della volta sono raffigurati gli Evangelisti colti nell' attimo della vita reale mentre aguzzano una penna d' oca, o asciugano lo stilo o si apprestano a scrivere; nei tondi della base sono raffigurati i Dottori della Chiesa.

Al fondo della ôDormitio Virgintsö vi e una segnatura che probabilmente indica il nome del committente e la datazione dell' opera:

(JA)COP(I)NI TNOME

T. DOMINICI X

XIII IND. SE(P)TI(M)A

Nella chiesa vi sono anche dei dipinti su muro, posti a decorazione dell' altare di S.Sebastiano e della Madonna, risalenti molto probabilmente al 1600.

La chiesa fino a non molto tempo fa vantava le seguenti opere d' arte mobili:

La Vergine col Bambino (gruppo in legno policromo alto 1 ,20m), La Madonna del Rosario (gruppo in legno intagliato e policromo alto 1 ,22m).

Da diversi secoli ed ancora oggi, ogni anno, in occasione della festa di S.Sebastiano, il 20 gennaio tutta la popolazione e le autoritÓ Municipali scendono in processione verso questo piccolo santuario per rinnovare 1' antico voto a S.Sebastiano che scongiur˛ la peste. In questa occasione, da tempo immemorabile come Ŕ documentato negli archivi comunali, vengono offerti a tutti i pellegrini pane e vino cotto benedetti.

Non ci sono avversitÓ o intemperie che tengano: in quel giorno tutti partecipano a quella che non Ŕ solo un' istanza religiosa ma anche occasione di festa e motivo d'incontro. Nel 1993 Monsignor Chiaretti. Vescovo di Montalto, ha elevato questa chiesa al rango di Santuario Mariano.