Nozioni di Pronto Soccorso


 

IL MAL DI MONTAGNA

Più si sale e più l'aria è rarefatta e diminuisce l'apporto di ossigeno ai polmoni. Le quote che normalmente si raggiungono in Europa non provocano grossi problemi, ma talvolta alcuni inconvenienti sono possibili, se si è abituati a vivere in città. Bisognerebbe lasciare all'organismo il tempo di acclimatarsi, raggiungendo la base di partenza almeno un paio di giorni prima della data dell'escursione (stiamo riferendoci a gite ad oltre 2500 metri di quota) e iniziare a prendere quota lentamente. Consultate in ogni caso un medico se avete avuto disturbi cardiaci o polmonari prima di intraprendere gite ad alta quota.

Otre all'altitudine, anche la fatica contribuisce a provocare disturbi, quindi non cercate di strafare, ma adeguate lo sforzo alle vostre possibilità. Se a qualcuno del gruppo prende il mal di montagna, correte immediatamente ai ripari, riportandolo immediatamente più a valle.

I primi sintomi sono nausea, mal di testa, inappetenza; poi cominciano difficoltà di respirazione, tosse con espulsione di muco, vomito, perdita di equilibrio, torpore, fino alla perdita di conoscenza.

COLPO Dl SOLE

Un malessere generale, stanchezza ingiustificata, nausea e vertigini sono generalmente i sintomi del classico "colpo di sole". Le cause non sono solamente l'esposizione al sole del capo scoperto, ma anche lo sforzo in clima caldo e umido e un equipaggiamento che impedisce la traspirazione.

Nel caso si verificasse bisogna trasportare il malato all'ombra, col capo rialzato, e fare lentamente raffreddare tutto il corpo.

LE PELLE

I raggi del sole, esercitano un'azione fotochimica sulla pelle che, nel migliore dei casi, si risolve in un'abbronzatura. In montagna l'effetto è favorito in quanto i raggi vengono meno filtrati dal pulviscolo atmosferico, a causa del riflesso della neve e delle rocce chiare calcaree.

Se non si può provvedere ad una progressiva esposizione al sole, è bene proteggersi con creme solari idratanti che impediscono arrossamenti o addirittura bruciature, che si manifestano anche con febbri e brividi. Proteggere sempre le labbra (molto delicate) e il naso che per evidenti motivi è sempre esposto al sole.

In caso di insorgenza di forme gravi portare il soggetto all'ombra, somministrargli un'aspirina e coprire le porti più esposte.

ALCUNE REGOLE DA SEGUIRE

- la conoscenza dello montagna e l'abilità tecnica si acquistano con  una lunga pratica

- tenere sempre scritto il proprio gruppo sanguigno

- non partire mai solo; in caso contrario, comunica sempre l'itinerario

- se sorpresi da un temporale, mai ripararsi in graffe, sotto alberi solitari a chioma tipa quercia o faggio, vicino a ruscelli e fiumi, teleferiche, tralicci e impianti da sci; occorre invece scendere a valle e nel caso ci si debba fermare, isolarsi da terra con un foglio di plastica e assumere la posi­zione rannicchiata (nei rifugi non custoditi occorre porsi al centro della stanza)

- temere la nebbia; come scende, dare subito un segno di riferimento con pietre e bastoncini verso un punto noto e muoversi solo se il sentiero è ben segnato e si conosce

- incontrando dei cani, non fuggire (se non in caso di estremo pericolo), occorre essere determinati; se si ha un bastone tenerli a bado ma non agitarlo; se si è in gruppo si procede compatti

- nel caso di punture di insetti, usare pomate specifiche o fare spennellature di ammoniaca

- nel caso di rettili, avere l'accortezza di battere con un bastone il terreno, i cespugli e i rami che si parano davanti; fare sempre attenzione quando si passa sotto un albero messo di traverso sul sentiero; non mettere le mani su muretti o in mezzo ai cespugli

- aumentare tali accorgimenti in periodi nuvolosi o freddi nei quali i rettili sono più lenti nei movimenti

- queste regole e quella di avere scarpe alte alla caviglia  con calzetti spessi di lana sono in genere sufficienti a scongiurare qualunque pericolo derivante da tali animali

- non mangiare bacche se non si conoscono; la maggior parte di esse sono tossiche e velenose.  

QUANDO SI CAMMINA IN GRUPPO È BENE SEGUIRE ALCUNE REGOLE

- Durante l'escursione non abbandonare mai il gruppo; in caso contrario farlo presente alla guida della gita

- in zone cespugliose, boscose, con rami e arbusti spinosi che invadono il sentiero, tenersi ad una distanza di sicurezza da chi precede ed aver cura di portare il braccio avanti per proteggere gli occhi (in tal caso metti sempre gli occhiali); o lo stesso tempo nel rilasciare un ramo, fare attenzione o non colpire chi segue

- quando il sentiero è poco segnalato, quando si attraversano zone boscose e/o cespugliose, non perdere mai di vista chi sta davanti; nel caso succeda, gridare "rallenta"

- in salita non fermarsi continuamente; cercare piuttosto di avere un passo regolare, altrimenti ogni escursione diventerà faticosa e noiosa

- se il sentiero è sassoso, attenzione a non far rotolare i sassi; nel caso succeda, segnalare il pericolo ad alta voce a chi è sotto

- procedere con attenzione sui pendii d'erba anche se asciutti

- non assumere atteggiamenti di orgoglio e/o sfida verso se stessi; in caso di malessere farlo presente; è da persona matura sapersi fermare in tempo.